struzzo.tv

Il futuro testamento (7/2/2009)

Come predisposto dalla nuova legge sul testamento biologico elenco le disposizioni finali che consentiranno a chi di dovere di procedere alle mie ultime volontà.

Lascio le mie cornee ai politici della Lega, quelli che non riescono a scorgere ad un palmo di naso, o al massimo al di la' del Po, affinché riescano a vedere che gli uomini sono tutti uguali.

Lascio il mio intestino ai politici del PD perché il loro è ormai lacerato dalle lotte intestine che continuano all'interno del partito e non permettono ai militanti un'opposizione attiva e producente.

Lascio i mie reni ai politici del PDL affinché possano filtrare le differenze sostanziali e capire che si può incoraggiare la famiglia solo dimostrando di averne una solida e difendere la tradizione senza distruggere i cardini sulla quale essa poggia.

Lascio il mio fegato ai cittadini italiani di una certa età, affinché possano sostituire il loro ormai eroso dalla rabbia di vivere da troppo tempo in un paese del genere.

Lascio i miei polmoni ai cittadini italiani di una giovane età, affinché possano respirare la brutta aria che c'è giro e capiscano che sia giunto il momento di andare a vivere dove tira un miglior vento.

Lascio il mio midollo a chi vuole lo stesso rimanere a vivere in questo paese, per lottare e cambiare il mondo con la giusta spinta alle proprie spalle.

Lascio il mio cuore a mio figlio, Mahamadou, affinché aiuti sua madre, mia moglie Jamila, nelle difficoltà che incontrerà in Italia, il paese dove avevamo deciso di vivere il nostro futuro insieme.

Mi chiamo Ahmed Abdul Sharif, sono nato a Hammamet, in Tunisia, 42 anni fa e sto per morire perché il mio corpo è coperto per il 90% da ustioni di terzo grado.

Il campo nomadi, dove vivevo insieme alla mia famiglia e alla mia gente, ha preso fuoco ieri notte. Peccato che la ronda di quartiere sia passata pochi minuti prima e non sia riuscita a vedere chi ha appiccato l'incendio.

Non chiedo di essere seppellito nella mia patria natia perché so già che, in quanto clandestino, verrò denunciato dal dottore assegnato al reparto grandi ustionati e deportato nel paese da cui provengo.

Auguro a nessuno il mio destino.

Giordano Silvetti