La giornata tipo del candidato premier (3/3/2009)
7:00 - sveglia personalizzata con l’inno del proprio partito politico. Bacio alla moglie ma senza foto di rito perché lei si vergogna senza trucco.
7:40 - telefonata dell’assistente che attende sotto casa nella macchina blu con l’autista.
8:00 - l’assistente sale a casa del candidato con la pila di giornali per la rassegna stampa della colazione.
8:15 - il candidato esce di casa non prima di essersi fatto passare dall’assistente la pila di giornali da mettere sottobraccio per le foto di rito con la stampa.
8:30 - colazione al bar (non c’è stato tempo a casa) con caffé lungo macchiato tiepido e una bomba alla crema.
8:45 - lettura della Gazzetta dello Sport posizionata sopra il frigorifero dei gelati all’interno del bar.
9:00 - foto di rito con un vecchietto, la Gazza e il barista che da dietro al bancone fa “ciao” con la manina.
9:30 - incontro al mercato con le massaie. Il candidato fa una brutta figura con una donna quando confonde asparagi per porri però si fa perdonare mettendo tutta la spesa sul suo conto. Passa l’assistente che paga il coltivatore diretto di tasca propria.
10:00 - foto di rito con la vecchietta, una melannurca addentata e il coltivatore diretto che da dietro al bancofrutta fa il gesto dell’ombrello.
10:30 - incontro con i sindacati. Vengono promessi aumenti nei salari e scatti nei livelli con una procedura che solo il sindacalista e il candidato comprendono ma tutti applaudono. Foto di rito con il sindacalista, la vecchia di prima che si è fatta dare uno strappo a casa (già che c’era si è sentita la conferenza così la racconta al marito pensionato) e i metalmeccanici che ridono con i denti storti.
11:00 - colazione al bar con tramezzino tonno e pomodoro e rassegna stampa con il Corriere dello Sport posizionato sopra il frigo dei gelati.
11:15 - foto di rito con la vecchia del mercato che si è fatta offrire un cappuccino corretto al Grand Marnier.
11:30 - toccata e fuga in chiesa per la benedizione e la foto di rito col prete.
12:00 - camminata per le vie del centro con casuale passaggio davanti ad una scuola proprio all’orario di uscita dei pargoli. Foto di rito con i genitori dei bambini e sullo sfondo una baby-gang che randella con i pesanti zaini il secchione di turno.
12:30 - aperitivo per la foto di rito col politico locale di riferimento.
13:00 - pranzo nel ristorante più chic della città con almeno 50 invitati, che però pagano di tasca proprio (si chiama “contributo elettorale”), ed estemporaneo comizio a porte chiuse. (In alternativa cena a casa di una famiglia borghese della zona che si spacci per famiglia media italiana posizionando un po’ ovunque dei centrini all’uncinetto preparati la notte precedente dall’assistente del candidato). Foto di rito con tutti gli invitati durante il brindisi oppure, in caso dell’alternativa casalinga, con la famiglia davanti al comò con i centrini.
15:30 - incontro con un circolo ricreativo / fondazione onlus / dopolavoro /associazione culturale della zona. Foto di rito che vengono male perché fatte controsole (alle 3 del pomeriggio l’inclinazione dei raggi solari è particolarmente fastidiosa).
16:30 - comizio in piazza. Lettura veloce del copione e riassunto del canovaccio da parte dell’assistente, che ormai lo ha imparato a memoria, che si prodigherà per fare il maestro suggeritore una volta che il candidato salirà sul palco. Fischi ed ovazioni e puntuali foto di rito: una viene scura perché non c’era l’illuminazione, quella sotto il lampione viene sovraesposta mentre le altre sono tutte con gli occhi rossi, gli occhi chiusi o le facce coperte dalla gente che vuole entrare nelle foto.
18:00 - inaugurazione del comitato elettorale con rinfresco annesso. Foto di rito col vescovo.
20:00 - cena. Leggasi il programma delle ore 13:00 (cena al ristorante o a casa di qualcuno che possegga già dei centrini tipo la vecchia del mercato)
22:00 - sistemazione in albergo con foto di rito una volta mandata in camera l’assistente.
23:45 - resoconto orale della giornata da parte dell’assistente con successive scommesse sull’autoscontro delle Smart elettorali dei candidati di zona nel viale proprio sotto l’hotel.
Giordano Silvetti