struzzo.tv

Bollito misto con manzo (30/9/2007)

Complice la recente polemica sui bambini bolliti in Cina, portata alla luce dall'ennesima, brillante, uscita di Berlusconi, mi è tornata in mente una storiella che mi venne raccontata qualche anno fa nell'ambiente pubblicitario e che spesso narro a coloro vogliano intraprendere lo stesso percorso formativo, per spiegare la potenza di un'immagine pubblicitaria.
Wainatu era una grande isola lussureggiante, abitata da tribù che praticavano l'antropofagia, ovvero avevano l'abitudine di cibarsi di carni umane. Solo alcuni missionari e pochi audaci esploratori si erano avventurati sull'isola, spesso lasciandoci la vita, per osare il contatto con queste popolazioni. Nei lontani paesi civilizzati si narravano storie di costumi e pratiche raccapriccianti che contribuivano a tenere lontani gli estranei da quell'isola. Come in tutto il mondo conosciuto, anche sull'isola di Wainatu arrivò la globalizzazione. Eserciti in assetto da guerra, ingegneri, geologi, liberi pensatori, politici ed operai sbarcarono sull'isola ed iniziarono a costruire strade, sostituire le capanne con delle case in cemento, creare negozi e supermercati. Venne istituito un governo attraverso un'elezione popolare e tra i tanti provvedimenti presi venne vietata l'antropofagia ed ogni culto che potesse ricreare le precedenti pratiche ritenute ormai abominevoli e ripugnanti. Nei supermercati cominciarono ad arrivare merci di ogni tipo da ogni parte del mondo. Oltre a champagne, profumi e vestiti, arrivarono barattoli e scatolette contenenti carne, pesce e legumi. In breve tempo lo scatolame andò a ruba. In particolare, venne venduta una particolare marca di omogeneizzati alla carne che riportava l'immagine di un fanciullo sorridente e paffuto. Con la varietà di scelta proposta perché proprio quel tipo di alimento risultava preferito agli altri? Ben presto si capì che gli abitanti autoctoni, nonostante il divieto per legge, non avevano abbandonato le vecchie tradizioni ed erano convinti che all'interno di quelle scatolette ci fossero le teneri carni di un bambino piuttosto che le saporite membra di un manzo d'allevamento.

Giordano Silvetti