Un Primo Maggio di riflessione sui prodotti equi e solidali e sull'autoreferenzialità (1/5/2007)
Il mio pensiero per il giorno del Primo Maggio, festa dei lavoratori, va a tutti quei bambini che sono costretti a lavorare in condizioni disumane per confezionare le pregevoli scarpe che indossiamo ai piedi tutto il giorno. Ho comprato ieri un nuovo paio di scarpe. Dopo aver provato la calzatura sinistra ho constatato con grande dispiacere che la simmetrica scarpa non calzava bene al piede destro. Osservando con attenzione le scarpe ho notato che la calzatura destra aveva al suo interno una cucitura fastidiosa proprio in prossimità dell'incavo del piede che mi doleva al momento della prova. Ho chiesto alla commessa di provare lo stesso numero, sempre dello stesso paio di scarpe, e il problema al piede è stato risolto perché la nuova calzatura era stata cucita meglio della precedente. Al momento dell'acquisto, mentre sborsavo il centone fiero di non aver acquistato la scarpa con il sensore per l'iPod, mi sono chiesto se con un reclamo formale alla ditta, fornendo i dati precisi della scarpa, dal modello all'id specifico, il bambino che ha cucito così male la precedente scarpa da me provata sarebbe stato licenziato.Giordano Silvetti