I riempi-lista sono solo le prostitute dei politici (14/3/2006)
Il proporzionale ha soppiantato il maggioritario e ripartirà i seggi scegliendo dalle liste elettorali pre-compilate dai partiti. Nell'ultimo mese, girando per tutto lo stivale, ho constatato come la ventata di freschezza della nuova riforma elettorale sia visibile sui muri delle città, non più infestati da manifesti con brutti ceffi e donne poco rassicuranti che propagandano slogan cuciti ad arte. Sopra i muri e tabelloni delle città imperano loro, i leader politici di ogni coalizione, con in testa il premier uscente e a seguire, in ordine di carica di governo, tutti gli altri. Le liste sono così blindate con in cima i capolista, sicuri dell'elezione, con in coda i vassalli, inseriti per il sagace lavoro portato avanti negli ultimi anni alle spalle dei loro capi. Chi vi scrive ha frequentato le sezioni politiche di tutti i partiti, da destra a sinistra passando per il centro e il pentapartito. Durante la militanza all'interno delle sezioni e dei comitati di partito, ho potuto assistere alle ultime, febbrili, ore che accompagnano la stesura delle definitive liste elettorali. Come un bambino che frettolosamente ripassa la lezione cinque minuti prima dell'interrogazione, così gli impiegati del comitato controllano le firme raccolte per la presentazione delle liste, quelle dei candidati, e verificano che non ci siano errori nei dati e nell'accettazione della candidatura. Per quanto stupidi, i politici sanno contare fino a trenta e riescono a riempire le liste di candidati e riempi-lista da riciclare all'occorrenza. Il riempi-lista gioca il ruolo reso celebre dall'amante, cui l'uomo promette di lasciare moglie e figli, che di tanto in tanto concede un contentino al partner per gli anni di passione, prostrazioni e malcelati favori. I capolista, coloro che sono certi dell'elezione, si presentano al comitato solo un'ora prima della consegna delle liste, per supervisionare e porre la fatidica domanda: "Sono pronte le liste?” In verità gli uomini, intesi come nominativi maschili, ci sarebbero pure per riempire le liste ma bisogna pensare alle quote rosa:"Ce l'hai messa tua moglie?"
"E quella deficiente della dottoressa che si preoccupa solo per i cani randagi?"
"E allora che facciamo, saltano le elezioni perché due nomi non saltano fuori?"
“Veramente io ce l'avrei un paio di nomi."
"E queste chi sono?"
"Due amiche."
"Quanto ci metti a contattarle?"
"Mi raccomando, nome, cognome, dati, e la firma illeggibile falla pure tu che non abbiamo tempo da perdere che tra meno di un'ora si devono consegnare le liste."
Ecco perché il giorno delle elezioni, mentre attendete di votare fuori dal vostro seggio, venite rapiti dai nomi scritti sul pannello delle liste elettorali: “Antonja Beredovic nata a Spalato il 13/04/1982”, “Tristel Moubamba nata a Nairobi il 20/09/1980”.
Giordano Silvetti