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Il lavoro rende liberi (20/3/2006)

Lavoro in piazza, di scioperi ed altre storie. Lavoro al mercato, dal banco dei prezzi esosi alla tavola dei buoni propositi. Lavoro in borsa, per migliorar la vita. Lavoro al dettaglio, alla ricerca del particolare. Lavoro in fabbrica, l'eterna creazione. Lavoro in proprio, una cassa, una vetrina, un bancone. Lavoro al ristorante, e tutto il resto mancia. Lavoro sulla balaustra, vicino al cielo e in culo al mondo. Lavoro criminale, l'abile arte di guadagnar per sottrazione. Tender la mano a un vetro chiuso, pulirlo, respirar nel traffico: lavoro per strada, pur sempre lavoro. Lavoro per le ferie, sette giorni escluso il viaggio, bassa stagione. Lavoro dipendente, in petto il cartellino, col nome ma senza il prezzo. Lavoro minorile, il risultato di una cultura elementare. Lavoro per passione, zero costi, tante soddisfazioni, nessuna retribuzione. Lavoro volontario, l'insostenibile consapevolezza del non aver mai dato. Lavoro dietro una scrivania, mordere una penna per non dover mangiar la sabbia. Lavoro in solitudine, nessun capo, nessun motivatore. Lavoro a tempo, trentacinque ore, trentacinque anni, comunque una vita. Lavoro, nient'altro che lavoro. E c'è pure chi vive senza.

Giordano Silvetti