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Tolleranza zero (12/05/2005)

Se suoni alla mia porta, non ti aprirò. Non perché io sia uno di quei soggetti paranoici. Non apro e basta. Non mi piacciono le visite a sorpresa quindi, se vuoi venirmi a trovare, telefonami e fammelo sapere prima. Non usare un numero anonimo altrimenti non rispondo nemmeno al telefono. Ricorda: se vieni a farmi un visita estemporanea non ti aprirò la porta. E non sono nemmeno uno di quei soggetti paranoici che si affaccia alla finestra per vedere se riconosce l'auto di un conoscente e capire chi sta citofonando. E non sono nemmeno uno di quei soggetti paranoici che ha l'abitudine di ripetere i concetti per convincere gli altri. Non aprirò e basta, te l'ho detto. A limite mi posizionerò dietro lo spioncino dopo aver raggiunto la porta senza ciabatte, che anche se sono di spugna fanno uno strano rumore sul pavimento. Ti guarderò deformato dall'altra parte, che scruti l'angusto buchetto vetrato, con il volto corrucciato mentre pensi “Lo so che sei dall'altra parte e non aprirai. E allora perché sei venuto a trovarmi se sai che non ti aprirò? Sulla mia porta di casa c'è la targhetta che reca il mio nome. Non c'è mica scritto "suona e ti verrà aperto". Non sei davanti ad una chiesa. Che poi nemmeno ha il campanello, la chiesa. Però potrebbero montare delle corde lunghe, lunghe che se le tiri suonano le campane per svegliare il parroco quando trovi la chiesa chiusa. Tutte le sere. Forse i preti hanno paura che qualcuno sottragga loro le elemosine quindi non apre. E tanto non ti apro nemmeno io. Non ho curiosità sui prodotti dei venditori, i testimoni di Geova ormai non passano più sono ormai estinti. Ieri ho aperto alla porta: era una ragazza che aveva preso un appuntamento telefonico. Ve l'ho detto prima: se chiamate, comunicandomi la vostra venuta, sarò lieto di aprirvi. E' venuta per chiedere un'offerta a mia discrezione, minimo 5 euro, per acquistare un pulmino per disabili. Ho pensato che con 5 euro alla volta, quando raggiungeranno la cifra per comprare il pulmino, saranno già tutti morti. Non i disabili, quelli che girano di casa in casa per chiedere le elemosine. Dopo aver chiesto il numero di telefono, per verificare che fosse una vera associazione onlus, ho richiuso finalmente la porta. Il numero sul bigliettino da visita non corrispondeva al numero di chi mi aveva chiamato ieri. Perché il mio telefono mostra il numero di chi ha chiamato: è un servizio che mi costa 2,58 euro di canone al mese. I malintenzionati ormai sanno come arginare questo sistema e chiamano con l'anonimo che sul mio telefono si manifesta con la scritta “Identità Riservata”. E allora mi vengono i nervi perché il telefono non ha lo spioncino come la porta e la curiosità mi attanaglia sempre. Però posso non rispondere lo stesso. Non è vero, a volte ho ceduto alla tentazione di rispondere ed era uno di quegli istituti di ricerca che fanno sondaggi. Ho risposto in maniera errata e fuorviante, pur di far fallire l'ennesimo tentativo di dimostrare che la statistica è una scienza. I sondaggi elettorali che sbagliano sempre mi danno ragione. L'unica soluzione sarebbe veramente non rispondere più al telefono. Così da non avere più visite indigeste nemmeno per appuntamento. Non resta che murarmi dentro.

Giordano Silvetti