Il dilemma del gabinetto (15/11/2005)
Appena tirato lo sciacquone, piegato a mezz'aria per raccogliere il giornale caduto dalle mani, con i raggi del sole a 45 gradi ho potuto scorgere il movimento parabolico delle goccioline d'acqua che saltellavano allegramente fuori dal mio water. Subitaneamente un pensiero ha percorso la mia mente. Anni fa lessi che la centrifuga generata dallo sciacquone del bagno, direzionata in senso antiorario nell'emisfero boreale per forza del Coriolis, può spargere pericolose gocce d'acqua contaminata anche ad una distanza di due metri. Per intenderci, quando tirate lo scarico del bagno micro schizzi di acqua e feci finiscono ad una distanza di circa due metri. Pertanto gli esperti consigliavano di posizionare il bicchiere portaspazzolino ad una distanza idonea dal gabinetto per non incorrere nella spiacevole commistione di dentifricio ed escrementi. In che modo arginare la spiacevole evacuazione del gabinetto? Con il coperchio sollevato gli schizzi escono ed è provato scientificamente. Proteggendo lo spazzolino posso preservare le mie gengive dalle feci ma gli schizzi cadranno comunque per terra. Oppure sulla penna che mordicchio voracemente mentre m'interrogo sulle definizioni della Settimana Enigmistica. Se abbasso la tavoletta le gocce rimarranno imprigionate all'interno del water ma gli schizzi stagneranno sul lato oscuro del coperchio. E con un gabinetto verticale, durante le lunghe sedute evacuatorie, è forte la tentazione di appoggiarsi allo schienale. Con il rischio di far assorbire alla schiena del pigiama i micro schizzi di acqua ed escrementi ormai sechhi. Da oggi il gabinetto alla turca ha un senso.Giordano Silvetti